DAYDREAMER: QUANDO LA TV CI FA’ SOGNARE

Oggi voglio parlarvi di qualcosa che sicuramente interesserà la maggior parte di noi donne, ma iniziamo per gradi.

Io, classe ’80, sono cresciuta con il romanticismo adolescenziale del  tempo delle mele, con la passione e la sensualità di  Dirty Dancing e il puro amore di Ghost, e credetemi, ne ho visto di acqua passere per i mulini, e vi assicuro che i cambiamenti che ci sono stati con il passare del tempo sono stati tanti.

Ho visto con il tempo la tv cambiare, perdere piano piano l’innocenza, i sogni che solo quelle pellicole riuscivano a regalarci.

Ora siamo nell’era di Elite, dove droga, sesso e ambiguità ne fanno da padrone, nell’era di Tredici dove bullismo e violenza sono i protagonisti in assoluto della vita di un adolescente, e più guardo queste cose per stare al passo con i tempi, e più mi domando cosa sognano dell’amore i nostri ragazzi, i nuovi  adolescenti.

Premetto come prima cosa, che in rarissime volte ho scritto in merito a qualcosa che guardo in tv, non perchè non trovo che l’argomento possa scaturire interesse, ma solo perchè penso che quello che la nostra mente percepisce alla visione di un film o di una serie, sia molto personale e quindi poco discutibile, ma tutto questo fino ad ora.

Non sono mai stata amante delle soap, le ho sempre trovate noiose e molte volte ripetitive, anche questo fino ad ora.

Ho iniziato, come sicuramente molte di voi a guardare Daydreamer – le ali del sogno fin dalla prima puntata.

L’orario era perfetto, dopo pranzo, divano, fiction perfetta per conciliare il riposino pomeridiano, ma diciamo che non è andata proprio cosi.

Fin dalla prima puntata mi ha incuriosito, appassionata, e si, diciamocelo, Can Yaman ha il suo perchè, bello, selvaggio, romantico, ma non è stato lui a tenermi incollata alla tv, almeno non solo lui.

Puntata dopo puntata, avvenimento dopo avvenimento, la mia mente veniva catapultata negli anni del tempo delle mele e di Dirty Dancing, era come se distesa su quel divano non ci fosse la me di oggi, ma quell’adolescente che guardando lo schermo sognava quell’amore, quel romanticismo, quella passione , ma sopratutto quella purezza.

E si, perchè la storia tra la bella Sanem e Can Divit , è proprio cosi, pura, magica e forse oggi, ahimè, ad oggi, anche irreale.

I loro sguardi, i loro avvicinarsi senza mai toccarsi, loro si annusano, si respirano e fanno l’amore ogni volta che si guardano.

E noi sogniamo …

Si, sogniamo, magari tutti in modo differente.

Le ragazze, le adolescenti, che oggi sono abituate ad un avvicinamento più fisico o addirittura a quello tramite chat o social, più che sognare si chiederanno come sia strano questo modo di approcciarsi ai sentimenti, e noi, noi donne più mature, cresciute proprio con quest’idea dell’amore inizieranno a fantasticare, cominceranno a viaggiare nel tempo, nel passato, in quel passato fatto proprio di sguardi e purezza, e magari, molte di noi cominceranno a chiedersi “Ma io ho avuto mai un amore cosi?” , “qualcuno mi ha mai desiderato cosi fortemente?”, oppure “sono mai stata guardata in questo modo?”

Io personalmente, a venticinque anni di distanza ricordo ancora quel primo appuntamento, quel viaggio in autobus che ci avrebbe lasciato alla pista di pattinaggio, a quelle mani che si avvicinavano e si sfioravano appena, a quella semplicità, a quella purezza, e se continuo a farmi cullare dai ricordi ne riemergono ancora tanti.

Quel gioco di sguardi attraverso lo specchietto della macchina, quegli occhi verdi che riuscivano a toccarmi l’anima.

Sono convinta, che se ognuna di noi provasse per un attimo a chiudere gli occhi e si lasciasse trasportare dalla magia dei ricordi, ritroverebbe il proprio Can proprio lì, e ricorderebbe di essere stata una Sanem.

Tutte noi, noi che abbiamo avuto la fortunata di crescere con l’idea dell’amore, differente da quella di questi tempi , abbiamo avuto un Can Divit.

Poco importa se sia rinchiuso nel ricordo del primo amore, o del proprio marito o addirittura di un amante perso , l’importante è averlo vissuto e sopratutto, l’importante è rendersi conto che se oggi esiste un Can e una Sanem è proprio perchè esistiamo noi, le nostre storie, le nostre avventure e i nostri ricordi.

Ovviamente, guardando le vicende dei due protagonisti, riemerge quella voglia di provare nuovamente quelle sensazioni, quelle emozioni, ma personalmente, la cosa che mi auguro ancor più fortemente è che un giorno, la mia ragazza possa vivere questa magia, la loro magia, o anche semplicemente la mia magia, quella di quel mio viaggio in autobus o di quegli occhi verdi che ti toccano l’anima.

Kiss Kissridimensionata fashioniamoci

 

 

 

 

 

 

 

2 pensieri su “DAYDREAMER: QUANDO LA TV CI FA’ SOGNARE

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