LETTURE ESTIVE … IL GIORNO IN PIU’ .

Buon Lunedì e buon inizio settimana  a tutti.

Dopo mesi e mesi, oggi, mi ritrovo a casa da sola.

I ragazzi hanno iniziato i corsi di recupero scolastico, e questo, porta un netto distacco con la stagione estiva.

Posso letteralmente dire che questo nuovo e sicuramente lungo anno è iniziato.

La fine dell’estate lascia sempre un po’ d’amaro in bocca, ci regala sempre qualcosa in più e al tempo stesso ci toglie qualcosa.

E allora, come ogni anno, come ogni fine estate, sono qui a fare il mio resoconto, a raccontarvi una piccola parte della mia stagione.

E’ stata un’estate un pò particolare, ricca di pensieri e riflessioni; il mio rifugio più grande è stata la lettura.

Prendevo la mia sedia, la mettevo ben incastrata nella sabbia, rivolta verso il mare, aprivo il mio libro e mi abbandonavo tra le frasi, i racconti e le storie.

Ho letto “per dieci minuti” di Chiara Gamberale, ho provato a leggere “Lettere a Milena” di Kafka, un po’ pesante per una lettura da spiaggia, e poi, infine ho letto “il giorno in più” di Fabio Volo, e quì, mi sono letteralmente persa.

La storia di un uomo, della sua vita normale, con giornate sempre uguali, fino a quando, un giorno, durante il suo usuale tragitto in tram che lo porta al lavoro, incontra una sconosciuta, e per lui, diventa un appuntamento fisso, ogni mattina, per mesi.

Si spiano, si guardano, si studiano per mesi da quel tram, fino a quando lei, un giorno, senza un apparente motivo, invita il ragazzo del tram a prendere un caffè.

Il destino sta per separali, il lavoro sta per portare la misteriosa ragazza a New York.

Cosa farà lui?

Per la prima volta nella sua vita, decide di non rimanere in superficie, sceglie di correre il rischio di diventare ridicolo e parte all’inseguimento del suo sogno, alla ricerca della sua ragazza del tram.

E’ la storia di Giacomo e Michela e della loro storia d’amore, di un amore strano, diverso ma consapevole, che mi ha fatto davvero riflettere.

Giacomo e Michela, con la consapevolezza che la loro storia d’amore fosse impossibile data la distanza, decidono di “giocare” con l’amore con un fidanzamento a termine, solo il tempo della permanenza di Giacomo a New York.

Una storia d’amore destinata a finire per scelta, una storia d’amore con  delle regole fondamentali :

In questi giorni di fidanzamento ognuno promette di fare quello che si sente, tuttò ciò che si vive va condiviso, perchè appartiene a tutte e due.

Vietato dire per sempre. Il per sempre è un illusione, noi siamo adesso.

Vietato trattenere un sentimento o censurarsi.

Viviamoci come fossimo un picnic, spogliamoci di tutto ciò che siamo stati , e iniziamo questo gioco come fosse la prima volta che si sta con qualcuno”

Queste erano le regole di Michela,  ma poi, sarà andata davvero così?

Ovviamente non sono qui per svelarvi tutto il libro, anzi, forse ho detto anche troppo, ma questo loro modo di giocare con l’amore, con i sentimenti, con la passione, con la spontaneità delle emozioni mi ha fatto, pensare, riflettere, mi ha come trasportato in un altra dimensione dell’amore.

Siamo abituati al per sempre, alle promesse, ai giuramenti, queste sono le “regole” del nostro gioco; un gioco che, dopo aver scoperto quello di Giacomo e Michela, mi ha fatto pensare che sono proprio loro, le nostre regole, che a lungo andare ci trasportano nella monotonia, nell’abitudine di un amore che non ha più fermate da scoprire, che non corre più il rischio di diventare ridicolo e che non ha più un sogno da rincorrere, inseguire.

Provate ad immaginare un amore a scadenza, vivere una relazione destinata a finire in quel preciso giorno, in quel preciso orario, come lo vivreste?

Giacomo e Michela, hanno vissuto il tempo del loro amore in totale libertà, senza limitazioni, senza freni, hanno fatto cose che mai avrebbero immaginato di fare in una storia dove la regola fosse stata il “per sempre” .

Non sarà quel “per sempre” che limita le nostre emozioni, la nostra libertà e la nostra spontaneità?

Secondo me, tutti noi dovremmo vivere l’amore un po’ come Giacomo e Michela, senza un “per sempre” ,  perchè tutti noi siamo “adesso” .

E allora, che ne dite,  proviamo anche noi a fare questo “picnic”  ???

Kiss Kissridimensionata fashioniamoci

 

 

 

 

 

 

 

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