
Tratto da una storia vera …
Come un’iconica leggenda della moda ha vestito i sogni delle dive e spogliato della dignità altre!
Iniziamo…
C’è chi a Settembre, finita l’estate, rientra in città con i buoni propositi, chi fa il cambio stagione e chi, come la sottoscritta, sperimenta (e lo fa fino ad oggi) il brivido mistico di vivere in un eterno, direi quasi infinito Agosto.
Perchè qui il problema non è più la prova costume o il caldo record; il vero mistero della “Fede” è che siamo praticamente a metà Ottobre, le foglie cadono (e anche altro), i cappotti escono dagli armadi, ma lo stipendio di Agosto … beh, quello risulta disperso nel triangolo delle Bermuda del datore di lavoro.
La storia della moda è piena di grandi miti.
Tra questi citiamo proprio quello di questo iconico capo che ha fatto la storia del cinema italiano,e che oggi metto ironicamente in vendita.
E qui si consuma il cortocircuito poetico perfetto.
Da una parte, la leggenda made in Italy di un marchio nato per vestire le stelle, dall’altra, la sottoscritta, orami stella cadente, che, dopo aver dato tempo, anima e corpo in quello che viene definito “il salotto bene” della città, tra tappeti immacolati, clienti chic e sorrisi di facciata, a Ottobre si ritrova letteralmente con le pezze … altro che vestaglia!
Si passa praticamente dal glamour patinato del salotto buono, alla miseria più nera, il tutto accompagnato da una figura che evidentemente soffre di un amnesia temporale acuta.
Beh, che dire, è la classica dinamica estiva, dove a luglio ed agosto ci sono promesse e tanti bla bla bla per aver garantito, anzi, tappato il giro ferie; dopo questo, dopo che tutto è tornato al proprio posto c’è il benservito accompagnato da un silenzio tombale.
E sicuramente, mentre le bollette sono abbondantemente scadute, la bombola del gas è finita, il serbatoio della benzina è amaramente vuoto, chi doveva garantirmi il lavoro svolto e portato al termine, sarà sicuramente con il serbatoio pieno ed il patto caldo a tavola, e chissà, magari avvolto in una comoda e calda “vestaglia” incurante del fatto che il mio bancomat mi guarda con la stessa espressione di un cane abbandonato in autogrill.
Ci dicono che la moda è un sogno, e in effetti è così, un incubo ad occhi aperti!
Ed allora, grazie per la lezione di stile, grazie per le vestaglie iconiche e grazie per avermi fatto respirare l’aria del salotto bene della città.
Ma per il futuro, se avanzate ancora qualcosa, vi autorizzo a mandarmi direttamente le pezze così, nell’aspettativa di quel che dovete, avrò qualcosa da cucire per passare il tempo e prepararmi all’inverno.
Kiss Kiss

