MADE IN SUD ……

made in sud

 

“Tutto il mondo è paese”,lo cantava Irene Grandi ed è anche quello che abitualmente dico quando mi viene chiesto come mi trovo nella città che sono rispetto a come mi trovavo nella grande capitale …..

Bè, tutto il mondo è paese, è a volte, anzi , forse sempre, la risposta che si da per non rispondere ” ancora mi chiedo chi me lo ha fatto fare”, oppure ” ma che ne sò che ci faccio qui” ; non lo diciamo, ma mentre diamo la nostra abituale risposta è quello che a volte si pensa

Si, tutto il mondo non è paese, ogni paese ha le sue abitudini, i suoi usi e costumi, come quello che c’è qui nel solleticare il sedere del neonato con il gambo del prezzemolo se non riesce a fare la cacca, magari poi aggiungiamo due carote, due patate e due zucchine e ci facciamo un bel minestrone !!!!!!

Usi e costumi diversi, racconti quasi metropolitani, ora, non voglio fare di tutta l’erba un fascio , ma voglio raccontarvi quello in cui mi sono imbattuta io, partendo dall’inizio fino ad oggi ……

Iniziamo ……

Tredici anni fa , io, ragazza di 22 anni, dalla capitale con furore …..ma trovo il primo intoppo …… la lingua ……

Si, si, la lingua, perchè il dialetto di qui, per chi viene da altre parti dell’Italia, è come se andasse in Cina o Giappone, quasi incomprensibile, solo il tempo, l’esperienza, e vi assicuro, sopratutto le persone “giuste” ti insegnano a fartelo capire ……

Andare al mercato era impossibile farlo da sola, ci andavo con tanto di penna e taccuino per prendere appunti, mi sono praticamente creata un dizionario personalizzato di italiano-dialetto del luogo, ma in realtà ho avuto un grande maestro, il mio ex vicino di casa ……

Lui si che conosceva le parole più inverosimili, quelle in cui mi sforzavo a dare un senso cercando di capire il succo del discorso, ma che in realtà mi lasciava sempre grandi e tanti punti interrogativi ???????

Vi racconto uno dei tanti episodi …….

Ottimo cuoco, diciamoci la verità, qui al sud cucinano non bene, benissimo, fatta qualche eccezione, infatti, c’è anche chi non sa nemmeno dove mettere l’aglio o la cipolla e che per farli soffriggere occorre mettere anche l’olio …..

Bene, dicevo, ottimo cuoco, invito a cena, cena deliziosa, e poi ecco la mia domanda “Mi dai la ricetta?”

Se ci ripenso è come se sentissi ancora vivo il mal di testa che mi è venuto nel cercare di capire alcuni, e direi anche fondamentali, ingredienti ……

Lui euforicamente, si mette d’impegno ed inizia ad elencare gli ingredienti, convinto poi di parlare in italiano ……. “accia” , “capuliato” ……. o mio Dio, ho pensato, ma dove si comprano questi ingredienti ???? O_o ……

Cosa facevo io ?

Annuivo con la testa, facendo credere che stavo capendo alla perfezione ogni parola e procedimento che mi stava spiegando, ma credo che il mio enorme punto interrogativo quasi tatuato sulla mia fronte fosse ben visibile …….

Torno a casa, e all’improvviso quelle strane parole non ci sono più, puff, dimenticate, cancellate , ma cercando di spiegare a grandi linee ad altre persone quel che avevo mangiato, ecco che riprendo penna e taccuino e annoto la traduzione di quelle parole sconosciute …. accia= sedano , capuliato= tritato ……

A, si, ora ho capito, fruttivendolo e macelleria, ecco dove dovevo andare per provare a rifare quella ricetta tanto deliziosa …..

Passa un anno, la lingua ormai fa parte di me, la capisco, la comprendo perfettamente, mi rifiuto di parlarla perchè di femminile non ha nulla, però la parte divertente era far credere a tutti che non capissi nulla, lasciarli parlare e poi, magari, intervenire ed osservare divertita i loro sguardi increduli, proprio come succedeva quando sono rimasta incinta per la prima volta ……

Io, sono sempre stata minuta, piccolina direi, tutto al posto giusto, e ieri, come oggi, non ho mai dimostrato la mia reale età ……

Ventitrè anni, prima gravidanza iniziata con 40 kg, vi assicuro che con il tempo sono lievitata come un panettone di 25 kg, ma non pesavano, era solo un pò di “ciccia”, pancia e tante tette in più ……

Come vestivo?

Non ho mai comprato un vestito premaman, compravo solo e semplicemente abiti di misure più grandi, della mia classica s o xs , sono passata ad una “m” , per poi arrivare alla fine ad una “l” ……

Quindi?

Abiti normali, cannottierine, dato che ho partorito ad agosto, pantaloncini, abiti corti …….. sacrilegio !!!!!!!

Avevo ormai incisa la lettera scarlatta !!!!

Non appena scendevo si sentiva la vicina vecchietta (pace all’anima sua ….. spero solo che almeno una volta mentre parlava si sia morsa la lingua), borbottare, farfugliare frasi , parole, per come ero vestita nonostante la gravidanza, il tutto mentre mi passava davanti una quindicenne con almeno una xl, legata come un bel pezzo di arista di maiale ….

Oppure è capitato che nell’ascensore di un supermercato una coppia adulta, dopo avermi sentito parlare e capendo dal mio accento che non fossi del posto, iniziò a commentare a bassa voce “talia a chidda!!!, acussì nica cu panzunieddu ” ……. vabbè, ve lo traduco “Guarda quella , cosi piccola e già con la pancia” , mentre magari la figlia di appena 16 anni l’aveva già resa nonna …..

Io, che proprio in questi momenti do’ il meglio della mia romanità mi volto e dico ” a signò ….. c’ho ventitrè anni e so pure sposata” , esco dall’ascensore e il suo sguardo incredulo e inebetito mi fa scoppiare in una grande e fragorosa risata …… questi si che sono piaceri !!!!!

Bè, ad agosto dove andiamo?

Ovvio, al mare, sopratutto qui, che il mare è meraviglioso …..

Cosa mettevo io ?

Ovvio, il bikini, per una volta che avevo le tette, lasciatemi godere di questa soddisfazione , non credete?

Gli sguardi di alcune persone che erano in spiaggia credo arrivassero addirittura a farmi l’ecografia, fino ad arrivare a far fare alla piccolina enormi capriole quasi sembrasse volesse beffeggiarli, chissà magari avrà anche alzato il dito medio …. hihihihih

Io, in spiaggia, con il mio bikini e le mie gloriose tette ero quasi messa al rogo, mentre magari, le chiappe di un’adolescente budino avevano risucchiato, quasi mangiato il suo costume …..

Tanti sono stati gli incontri che ho fatto in questi lunghi anni, e proprio ricollegandomi alla signora dell’ascensore, quella che magari era già stata resa nonna dalla figlia sedicenne, vi dico che qui non sanno nemmeno com’è fatto l’apparato riproduttore maschile, avete presente quello che per simulare una somiglianza mettiamo due arance e una banana al centro ???

Si, proprio quello, alcune, non sanno com’è fatto, si, ed io sono Babbo Natale con tanto di slitta e renne !!!!!

Già, qui , se ne parli nessuno sa com’è fatto, eppure, chissà per quale magia, anzi, per quale miracolo, vedi giovani ragazze con tanto di “panzunieddu” , mah, che cosa strana e quasi incomprensibile, non trovate?

Oppure, mi è capitato di parlare con donne della mia stessa età, che dopo il secondo, terzo o quarto figlio, parlando della loro gravidanza “inaspettata” , “non calcolata”, (ora ditemi voi come nel 2015 può essere inaspettata o non calcolata, è come dire che pinocchio non diceva mai le bugie),, esclamavano “Non so com’è successo!!!” …..

Come rimanevo io ?

Un pò cosi ….. O_o ……

Dico, vuoi che ti spiego com’è successo, inizio dalle api che vanno ad impollinare un fiore o posso direttamente andare ad Adamo ed Eva e alla mela del peccato ?????

Qui “sfornano” figli come un panettiere sforna il pane, niente o poche precauzioni, per le poche che ne fanno uso esiste ancora la leggenda metropolitana che se fermi la pillola anticoncezionale devono passare almeno sei mesi prima di rimanere incinta, o che mentre sono nell’allattamento rimanere incinta è impossibile, allora penso che il vero miracolo sono io, che dopo averla fermata, in entrambe le gravidanza sono rimasta incinta il mese successivo; chi invece non fa uso di nessuna precauzione, che importa, tanto in caso, c’è la fuitina ……

No, no, non è una diceria e tanto meno una leggenda metropolitana, la fuitina esiste tutt’ora …..

Quando ne ho sentito parlare per la prima volta, sembrava una barzelletta, mi sentivo tra Colorado e Zelig, con la differenza che non era nè uno scherzo e nè una battuta, ancora oggi, quando ci ripenso “m’arrizzanu i carni” , scusate, mi sono lasciata trascinare , volevo dire mi viene la pelle d’oca …… hihihihi !!!

Ecco come funziona la fuitina, mi raccomando, non cercate di imitare il racconto, io non mi prendo nessuna responsabilità 😉 ….

Giovane coppia innamorata, solitamente giovani adolescenti, relazione non approvata e ostacolata da una delle famiglie,solitamente dalla famiglia di lei,e allora, a questo punto, cosa fanno i giovani innamorati?
Notte tempo scappano, (più che notte tempo direi che il tutto è ben organizzato nei minimi dettagli), e vanno a trovre rifugio a casa di qualche parente stretto, ma poi, cosa succede ?
Bè, tutti, amci e parenti, fanno un pò come si dice, orecchie da mercante, dove nessuno sà e tanto meno ha visto nulla, mentre in realtà, tutti sanno tutto …..
La giovane coppia sparisce, per un pò sembra quasi polverizzata, ma in realtà, si stanno bene preprando per il grande ritorno …..
Drin ….. Drin ….
Ecco che ad un certo momento, dopo qualche tempo, suona il telefono in casa della giovane “fuggitiva” , ma chi sarà mai ?
E’ lui, il giovane innamorato che chiama per comunicare alla famiglia che ormai non c’è più nulla da fare , sto matrimonio s’ha da fare, perchè ormai la giovane coppia inizialmente fuggita in due, bene presto diventrà in tre …. O_o …..
Da qui cominceranno a fervere i grandi preparativi per questo grande matrimonio, ormai le famiglie sono in pace, e lui, il giovane innamorato ben visto dalla famiglia ….
Questo matrimonio per la vita( e si, per la vita,perchè mai divorziare o pensare minimamente alla separazione, sarebbe una vergogna agli occhi della famiglia), è pronto per essere celebrato, e quindi, alla fine vissero tutti felici e contenti, anche se a volte, in alcuni casi, per evitare la vergogna, direi che vissero …… infelici ed incoerenti !!!!
Poi,noi,donne non provenienti dal sud, siamo viste come facilone, noi donne alla mano, più che alla mano, sembra che gliela stiamo mettendo in mano, mai offrire un piatto di pasta ad imbianchini o muratori, meglio farli morire di fame …..

Perchè?

Bè, ci siamo stupiti, siamo rimasti basiti e quasi vergognati quando abbiamo sentito della multa fatta a quel commerciante che ha regalato un panino ad una persona bisognosa, ma qui, mai offrire ad un povero lavoratore che da tutto il giorno è con le mani tra tubi e melma un piatto di spaghetti all’amatriciana …..

Anzi, scolate la pasta, conditela per bene e mangiatevela alla faccia sua, magari proprio davanti a lui mentre lavora, mentre sentite il suo stomaco quasi parlare per la fame, un pò come fosse un ventritloquo …..

E si, perchè qui,dipendendo da chi trovi nel cammino, se offri un piatto di amatriciana è come se stessi liberando la passera dalla gabbia, e pensate se avessi offerto anche l’aggiunzione del parmigiano!!!!

E già, perchè poi, da quel piatto di pasta, ne fanno uscire un pasto completo, con tanto di antipasto, primo, secondo, contorno, amaro e caffè !!!!

Noi facilone,contro sante e pure donne con tanto di aureola, ma che sanno ben nascondere corna, coda e forcone …… amen !!!!!

Cosa penso io ?

Bè, ci hanno sempre mostrato il sud un pò diverso dal resto dell’Italia, e solo quando ci arrivi e sopratutto ci vivi, ti rendi conto che, nonostante nella maggioranza dei casi è vero che tutto il mondo è paese, esiste una minoranza di persone che ancora oggi sembra essersi fossilizzata con usi e costumi che non rientrano nemmeno nei tempi della lettera scarlartta.

Parlo per quello che i miei occhi hanno visto e le mie orecchie hanno sentito, e sono sicura, convinta, che fino a quando questa minoranza, che purtroppo è quella che “marchia” un luogo, una città, non cambierà, fino a quando le menti rimarranno ben chiuse, l’etichetta che ha oggi il sud, rimarrà sempre ben salda, il posto, il luogo, la città, è fatto delle persone che ci vivono, sono loro sbagliati, non la città ……

Aprite le menti, e magari ogni tanto chiudete qualcos’altro, un bikini “cu panzunieddu” , un piatto di pasta , una separazione, un divorzio non significa avere incisa la lettera scarlatta, ma aver inciso due ali che simboleggiano la libertà !!!!!

Ora mi vado a prepare un bel piatto di amatricana con tanto di parmigiano !!!! 😉

Kiss Kiss

Fashioniamoci fashioniamoci ridimensionata

 

 

 

 

 

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