UN POMERIGGIO DAL PARRUCCHIERE ……

donne dal parrucchiere

Come ormai ben sapete, e come ormai avete anche visto, poco più di una settimana fa, dopo una lunga meditazione, ho deciso di accostare al mio cambiamento interiore anche quello esteriore, cercando il perfetto bionomio tra il mio nuovo “io” ed il mio look.

Risultato?

Da ormai veneranda bionda, ad una nuova, tutto al “cioccolato” ….

Questa mia lunga ed approfondita meditazione, mi ha portato quindi, inevitabilmente, a trascorre un, quasi, intero pomeriggio dal parrucchiere.

Ve lo confesso, anche se potrebbe risultare strano, il parrucchiere non è uno dei miei luoghi prediletti, proprio per questo, che solitamente preferisco attuare il metodo “fai da te”

Ma questo non era proprio il caso.

E si, avevo bisogno di qualcuno del campo, del mestiere che almeno mi desse la base per permettermi successivamente di fare da me ….

Ed ecco ….. un pomeriggio dal parrucchiere …..

Non voglio parlarvi della mia colorazione e di tutte le sue varie fasi, ma voglio raccontarvi in cosa mi sono imbattuta quel pomeriggio, o, più precisamente in cosa si sono imbattute le mie orecchie …..

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MA….A COSA SERVONO I COLLOQUI DI LAVORO!!!!!

Diciamocela tutta, con i tempi che corrono avere un lavoro è diventato un po come possedere un tesoro, ma chi non è tra questi “fortunati”…..  cosa fa???

Io sono nella categoria del “cosa fa”” , ed ora vi dico cosa ho fatto!!!

Cominciamo con il dire, che anche la ricerca di un lavoro è una spesa, non eccessiva, ma pur sempre una spesa.

Stampare  curriculum è dispendioso, recarsi innumerevoli volte nel luogo del colloquio è una spesa (se pensate al folle aumento del carburante) , e la delusione…….bè, quella non ha prezzo!!!

Sarà la maturità acquisita con il tempo, ma oggi seleziono accuratamente quello che mi piacerebbe fare, non che io abbia poca necessità di lavorare, ma l’esperienza mi insegna che se si fa qualcosa, qualsiasi cosa che non è di nostro gradimento…..bè, si fa male!!!

Quindi, è proprio partendo da questo concetto che suddivido i luoghi dove mi piacerebbe lavorare.

Amo la moda, ed ho sempre lavorato in questo campo, infatti il mio primo lavoro che definirei “il mio primo e insostituibile amore”, è stato quello all’Elasmoda, fabbrica di produzione di costumi da bagno, abiti da sera per grandi marchi internazionali.

Partendo dall’amore per la moda, per il make up, e dall’esperienza passata, ho mirato  su vari punti vendita tra i quali Kiko, Zuiki, Carpisa, Tally Weijl e Yamamay ……..e non ci crederete, ma sono stata contattata da tutti.

Ho fatto più di dieci colloqui in due mesi, l’ultimo addirittura il 14 agosto mentre il resto della città era immersa nei preparativi della notte di ferragosto….e sinceramente anch’io!!!!

Ogni singolo colloquio che ho affrontato sembrava essere andato benissimo, tornavo a casa entusiasta e certa di una prossima chiamata.

Il cellulare squillava, numero anonimo, e in quella frazione di secondo pensavo… sarà la Kiko, o forse Tally Weijl, o magari Zuiki……..invece era semplicemente  qualcuno che aveva sbagliato numero….. 😦

Non vi racconto ogni singolo colloquio, ma l’ultimo, quello fatto in uno dei punti vendita Tally Weijl in provincia di  Palermo, non posso tenerlo tutto per me.

Cominciamo con il racconto……

14 Agosto, ero immersa nei preparativi della notte del ferragosto, squilla il cellulare, rispondo, ed era il punto vendita Tally Weijl vicino Palermo  che mi chiedeva se era possibile fare un colloquio nel giro di  un paio d’ore.

Ovviamente ho mollato tutto, ed ho cominciato a prepararmi per l’incontro.

Arrivo all’appuntamento, fortunatamente al fresco di un centro commerciale,  e comincia il mio colloquio.

Pronte a conoscermi c’erano due ragazze, forse più giovani di me.

Inizialmente la solita presentazione, le solite domande, ma poi parlando parlando, mi sono resa conto (e non lo nascondevano) dell’interesse che entrambe avevano su di me, al punto che volevano farmi fare un test, dove secondo loro sarei risultata sicuramente “gialla” (cosa volevano dire non lo so)…..a me sembrava di stare nella corsia di un pronto soccorso, dove chiamano il codice rosso, verde o giallo!!!!!

Decise per questo test le seguo nel negozio per compilarlo, ma non ne avevano a disposizione.

Terminato il colloquio, durato circa 40 minuti, mi salutando dicendo “Se ci riesco ti chiamo in giornata, altrimenti mi faccio sicuramente sentire in questi giorni” .

Sono uscita dal negozio con l’adrenalina a mille, certissima di aver superato la prima “prova” , ovviamente la seconda era tutta da vedere.

Oggi, 6 settembre  aspetto ancora  la loro chiamata…….

Ma allora mi chiedo,  la parola data, quanto valore può avere?

Non si rendono conto che perdono di credibilità e di serietà?

Perchè tutti questi colloqui senza nessuna risposta?

Poi, dopo tempo, magari entro nei negozi e trovo commesse sgarbate, annoiate, senza nessun entusiasmo, praticamente quelle che fanno scappare i clienti…..e quindi cosa c’è che non va in me???

Forse perchè ho 32 anni?

O ancora di più, forse perchè ho 2 figli?

Queste sono le discriminazioni che fanno?

E qui la domanda sorge spontanea, i responsabili di questi negozi non hanno figli? Non pesano di averne? E come si sentirebbero  se un giorno i loro figli fossero messi da parte solo perchè hanno una famiglia? Non lo troverebbero ingiusto?

Da non sottovalutare anche che siamo nel sud, luogo dove avvengo matrimoni precoci, a volte gravidanze ancora più precoci dei matrimoni.

Mille domande senza nessuna risposta……l’unica cosa che posso dirvi è che i figli non hanno prezzo e sono la parte più bella e significante della vita…..quindi fateli!!!!

Kiss Kiss

Fashioniamoci