Il mio viaggio emozionale

Sedici Agosto, tutto pronto per partire, destinazione, un agriturismo a pochi chilometri da casa all’insegna della natura, del relax e del buon cibo; membri dell’equipaggio IO+ME .

E si, avete capito bene, io e me, una vacanza da sola, la prima di tutta la mia vita.

Inizio con il dirvi che non è stato per niente facile, anzi, è stata veramente dura, è stata un po’ come una lotta contro il tempo aspettando il vincitore di questa lunga battaglia cominciata inizialmente con grandissimo entusiasmo.

Si, ero davvero entusiasta pensando alla location, alla piscina, al cibo a km 0, al relax.

Sono arrivata a destinazione piena di grinta e positività, pensando di godermi appieno questo momento, questi giorni, e vi dirò, per qualche ora, anzi, per tutto il pomeriggio è stato così.

Mi sono seduta sulla mia sdraio accompagnata da un buon libro, mi sono rinfrescata, ho guardato, osservato tutto quello che faceva da contorno al mio pomeriggio, il posto, le persone, le famiglie.

Ho goduto di una bella doccia, di quelle docce che difficilmente si riesce a fare in casa, in tranquillità, senza pensare all’ acqua che scorre (lo so per il pianeta non è cosa buona, ma una volta, ci sta!), al tempo che passa perchè si deve preparare la cena.

Mi sono vestita, sistemata, truccata, ho preso la borsa e sono uscita fuori dalla stanza per andare a cenare.

Sapete com’è la piscina la sera, luci che la illuminano, sdraio vuote, silenzio, e poi le voci …

Quelle voci hanno iniziato a destabilizzare il mio apparente entusiasmo.

Coppie, famiglie, bambini, amici che si dirigevano verso il ristorante, le loro voci che dentro di me diventavano sempre più forti, come se mi gridassero ” Ma guardala,poverina, sola?”

Da lì, da quella prima cena il mio entusiasmo è andato nel fondo di quella piscina.

Alternavo momenti di “godiamoci il momento” a momenti di “ma che ci faccio qui da sola” .

Ho pensato, riflettuto su tutto questo lungo e duro anno che è passato, fatto di pochissimi alti ma tantissimi bassi.

Ho litigato con me stessa, mi sono accusata, incolpata, arrabbiata; mi sono perdonata.

Sono riuscita a staccare la spina da me stessa solo quando il mio più caro amico è venuto a trascorrere una giornata, il penultimo giorno in piscina con me.

Lì ho guardato quella piscina con altri occhi, ho davvero assaporato il cibo, il buon vino, ed ho riso, perchè , come diceva Carrie Bradshaw in Sex and The City “quando una cosa sarebbe stata tanto tanto buffa, avrei riso”.

Più che un viaggio è stato una meditazione, è stata un pò come una doccia sensoriale, dove i colori sono stati sostituiti dai giorni , gli aromi dai pensieri ed i benefici dalla conclusione di tutto questo percorso.

Ed ho capito …

Ho capito che anche se non nel modo che vorrei, sono esattamente dove vorrei essere.

Ho capito che se non siamo noi i primi a perdonare noi stessi, gli altri non potranno mai perdonarci.

Ho capito che non si smette mai d’imparare e non si smette mai di crescere, perchè la vita è una lunga scuola fatta di interrogazioni andate bene e altre andate male, l’importante è non smettere mai di studiare.

Ed ho capito che, anche se il viaggio è stato apparentemente deleterio, a tratti doloroso, l’importante è riportare con noi, come souvenir, quel che di buono e positivo ci ha regalato.

Io ho riportato a casa me e tutti i miei buoni propositi per queste nuove e lunghe prossime stagioni 😉

Kiss Kiss

ridimensionata fashioniamoci

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