Today is the day…

E’ arrivata l’ora x, il giorno x, è arrivato quel giorno ignoto, quel giorno che nemmeno io sapevo fosse oggi.

Mi ritrovo qui, a distanza di molto tempo come tanti anni fa.

Stessa postazione, stessa musica di sottofondo, io , il mio pc, le mie idee, i miei pensieri, niente di impostato, niente di programmato o preparato.

Prima di iniziare nuovamente il mio percorso qui, tra leggerezza e riflessione, vi racconto un pò che ne è stato di me in questi ultimi quasi due anni di assenza.

Sono stati quasi due anni, duri, tra rinunce e traguardi raggiunti, tra sogni infranti e piccoli desideri esauditi; sono stati quasi due anni di emozioni contrastanti, barcollanti, tra la soddisfazione di fare e l’amarezza di non riuscire a fare, fino a quando tutto sembrava scivolarmi dalle mani.

Avevo le mani ormai vuote, dovevo nuovamente riempirle bilanciando bene il tutto, dando il giusto peso per non farmi nuovamente cadere tutto.

Ero felice e soddisfatta, almeno all’apparenza, almeno credevo di esserlo.

Dopo tanto cercare, finalmente avevo trovato lavoro nonostante la mia età ed il mio status fossero un limite per il mondo lavorativo.

Poco più che quarantenne, troppi numeri, troppo alti per essere coinvolta in una squadra lavorativa, l’unica nota positiva era il mio essere mamma di figli un pò cresciuti, così da non incappare nel rischio di maternità e richiesta di giorni per l’allattamento.

In ogni caso, nonostante le note apparentemente negative, sono riuscita a trovare un lavoro, e per di più a due passi da casa, comodo per me visto che non sono auto munita.

Tutto il giorno, da lunedì a sabato, domenica riposo.

Non mi pesava il poco tempo a mia disposizione, o per lo meno non mi accorgevo che mi pesasse, avevo tutto sotto controllo, lavoro, figli, casa e affetti, o almeno cosi sembrava.

Passavano i giorni, le settimane, i mesi e le stagioni, ed apparentemente sembrava essere quasi tutto sotto controllo, la casa non era curata come prima, un pò di disordine buttato qua e là, qualche partita di calcetto persa, qualche gita fuori porta mancata, nulla di che mi dicevo, mi ripetevo, mi convincevo.

Intanto anche l’estate era finita.

Sentivo non andasse più qualcosa, che l’appagamento iniziale che provavo non fosse più lo stesso, mi mancava qualcosa, o forse stavo perdendo qualcosa.

Guardavo i miei ragazzi e mi sembrava di non vederli da mesi, come sono cresciuti mi ripetevo, quante cose sto perdendo della loro adolescenza, mi dicevo.

E la casa continuava nel frattempo a riempirsi di cose buttate qua e là.

Non riuscivo più ad accontentare la richiesta di un dolce, non riuscivo più a portare a termine un impegno, non riuscivo più a concludere nulla senza sbagliare anche solo un piccolo particolare.

Non ricordavo più appuntamenti, scadenze, sbagliavo i giorni e confondevo le ore, stavo perdendo il controllo, avevo perso il controllo.

Dovevo trovare una soluzione, ma non era ancora il momento giusto, non ero ancora KO, avevo bisogno di uno scossone, avevo bisogno di cadere, avevo bisogno di qualcosa che mi facesse davvero rendere conto che avevo superato il mio limite, non mi piace arrendermi al primo colpo, al primo cedimento.

Sono andata KO.

Il Natale è passato cosi velocemente, alla stessa velocità con cui va via la tredicesima!

E lì, nel momento in cui ho perso il Natale, sono caduta ed ho iniziato a pensare, riflettere.

Era il momento di trovare una soluzione.

Mi serviva una soluzione.

Dovevo rinunciare a qualcosa per riprendere in mano e tra le braccia quello di cui sentivo più la mancanza.

Mi mancavo io, mi mancavano i miei ragazzi.

Ed ora, ed oggi che sono qui a casa,(perchè fortunatamente mi è stata accordata la mezza giornata lavorativa) anche se mia figlia russa sul divano, mio figlio è a calcetto, i loro occhioni nella richiesta di poco fa di un semplice cornetto piastrato con la nutella, non vale nessuna rinuncia, nessuna cifra persa.

Ed è vero, i soldi non fanno la felictà; la felictà, come diceva Antonio De Curtis, è fatta di attimi di dimenticanza.

Kiss Kiss

ridimensionata fashioniamoci

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